I Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia

Federati in un’Associazione, sono 26 organizzazioni di 11 paesi (7 sono membri dell’Unione europea e 4 sono Paesi al di fuori della UE) senza fine di lucro, il cui obiettivo primario è la promozione e il finanziamento del restauro del patrimonio artistico di Venezia.
Inoltre, esercitano una costante vigilanza su questo patrimonio e su quello urbanistico e naturale veneziano, intervenendo sia direttamente sia attraverso i media internazionali nei confronti di iniziative potenzialmente lesive.
Infine, erogano borse di studio e sovvenzionano attività scientifiche nell’ambito del restauro e svolgono attività promozionali per il reperimento dei fondi.
I restauri da essi promossi e finanziati hanno permesso dal 1966 ad oggi oltre 1000 interventi sul patrimonio storico-artistico della città per una cifra pari a circa 300 milioni di Euro attualizzati al 2021.

Come sono nati

Il 4 novembre 1966 un’eccezionale alta marea, accompagnata da un fortissimo vento di scirocco che spinse l’Adriatico nella laguna scavalcando le difese a mare, fece temere che Venezia venisse sommersa.
Ciò fortunatamente non avvenne, ma molti edifici monumentali furono gravemente danneggiati.
Il Direttore Generale dell’UNESCO del tempo, il filosofo francese René Maheu, lanciò allora un appello, in risposta al quale sorsero in svariati Paesi iniziative intese a contribuire tempestivamente ai restauri, il volume dei quali superava largamente le possibilità degli organi statali di tutela, le Soprintendenze.
Riparati ampiamente i danni dell’alluvione i Comitati hanno voluto rimanere attivi e lo sono ancora oggi, con una visione non limitata all’urbs, ma allargata alla civitas.

Come operano

Il lavoro dei Comitati si è svolto a lungo nel quadro del Programma UNESCO-Comitati Privati, nell’ambito del quale esisteva una stretta collaborazione fra UNESCO, Associazione e singoli Comitati.
Attualmente, invece, l’Associazione riceve le segnalazioni delle Soprintendenze e di altre entità, come il Comune di Venezia o la Curia Patriarcale, e i singoli Comitati scelgono i monumenti o le opere d’arte delle quali intendono finanziare il restauro.
In altre occasioni sono i singoli Comitati a scegliere il monumento o l’opera d’arte dei quali intendono promuovere e finanziare il restauro; la procedura conseguente è comunque la stessa.
Ciascun Comitato, in accordo con la Soprintendenza – che opera in collaborazione con l’Associazione in virtù di un accordo sottoscritto nel 2017 e disponibile a questo link – incarica, dopo aver condotto un’attenta indagine di mercato, la ditta che dovrà materialmente eseguire i lavori, dei quali la Soprintendenza assume la direzione.
Ciascun Comitato segue direttamente i lavori ed è partecipe delle direttive per la loro corretta esecuzione.